Apparato gastrointestinale

La biopsia, nello studio di lesioni dell’apparato gastrointestinale, viene praticata quando:
- le condizioni generali del paziente sono scadenti, tanto da non permettere l’esecuzione di altre indagini invasive (endoscopia, laparoscopia);
- si rileva alla radiografia e/o all’endoscopia una massa dubbia di cui si voglia definire la natura;
- non è possibile prelevare (solo in rari casi), in corso di biopsia laparoscopica o endoscopica, un campione idoneo allo studio istologico.

Le controindicazioni alla FNAB e alla Core Biopsy sono rappresentate da:
- diatesi emorragica; puntura ed attraversamento di aneurisma;
- puntura ed attraversamento di angiosarcoma;
- puntura ed attraversamento di tessuto pancreatico sano (induzione di pancreatite).

Non esistono ulteriori controindicazioni e non sono state mai descritte complicanze importanti. È preferibile, però, evitare di attraversare lo spessore delle pareti delle anse da bioptizzare e di praticare più di un prelievo.
Le tecniche di prelievo, a mano libera o con dispositivo di guida, non sono dissimili da quelle impiegate per gli altri organi-bersaglio già illustrate in altri paragrafi.
Anche in questo caso, si rende necessaria la sottoscrizione da parte del paziente di un consenso informato.
Le sonde utilizzate per questo tipo di procedure sono da 3,75MHz ,preferibilmente montate su un apparecchio ultrasonografico munito di seconda armonica per una più corretta e definita visualizzazione dei distretti anatomici interessati.
In caso di un prelievo citologico, le modalità di raggiungimento della lesione bersaglio sono pressoché sovrapponibili a quelle del prelievo istologico, mentre la tecnica di esecuzione è strettamente legata al tipo di ago utilizzato.
Per la (Core biopsy) è consigliato l’uso di un ago (tipo Menghini-modificato) di lunghezza adeguata alla profondità della lesone bersaglio con calibro compreso tra 23 ed i 25 G (prelievo microistologico), il quale consente, una volta giunti in prossimità della lesione, di fissare in aspirazione lo stantuffo della siringa e di eseguire un solo passaggio all’interno della lesione; con esso si otterrà un microfrustolo, il cui spessore sarà determinato dalla misura (espressa in G) dell’ago usato, di dimensioni sufficienti a raggiungere una precisa diagnosi istologica.

Per (FNAB) è consigliato l’uso di un ago (tipo Chiba o Chiba modificato) da 23-25 G che consente, raggiunto il centro della lesione, con movimento di “va e vieni”, di aspirare per “capillarità” o con siringa, materiale cellulare in quantità idonea per una soddisfacente diagnosi citologica.

Questo esame viene praticato in regime di ricovero ospedaliero in quanto lo si esegue nei casi in cui vi sono condizioni generali scadenti del paziente o vi è stato già fallimento di procedure diagnostiche attuate in precedenza(prelievi bioptici in laparoscopia o endoscopia ) nonché per l’elevata probabilità di perforazione di porzioni dell’intestino ( tratto colico)ad alto contenuto batterico con conseguente rischio di peritonite.

In particolari casi( sogetti cardiopatici anziani e particolarmente defedati ) è opportuno praticare una blanda sedazione del paziente ed una assistenza anestesiologica rianimativa.
L’accuratezza diagnostica della Core Biopsy a livello dell’apparato gastrointestinale si aggira tra l’85% e il 95%, mentre per la FNAB tra l’80% e il 90%. I falsi negativi, compresi tra lo 0% e il 20%, sono legati ad un’inadeguata aspirazione di materiale.

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