La biopsia percutanea ecoguidata in ginecologia
Nell’ultimo ventennio, l’ecografia ha migliorato in maniera sensibile la diagnostica in ginecologia consentendo di studiare la morfologia, il volume e la struttura di una massa; inoltre, avvalendosi anche della biopsia US-guidata, ha contribuito significativamente alla definizione diagnostica delle neoformazioni della sfera ginecologica attraverso l’esame citologico e micro-istologico delle neoformazioni .
In ginecologia le indicazioni all’esame bioptico sono rappresentate da:
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masse pelviche;
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tumefazioni in pazienti neoplastiche;
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esame del liquido peritoneale.
Il prelievo di materiale citologico con ago di piccolo calibro (FNAB), condotto con l’ausilio degli ultrasuoni, va eseguito su un’area mirata della lesione per consentire la formulazione di una diagnosi precisa.
Prima dell’introduzione della biopsia percutanea ecoguidata, l’esame bioptico di lesioni dell’apparato genitale interno femminile si eseguiva in corso di laparoscopia. Quest’ ultima metodica, a differenza dell’esame ecografico, che consente di studiare anche le porzioni interne del parenchima, permetteva di visualizzare solo la superficie esterna degli organi endopelvici. Si rischiava così di eseguire una biopsia inadeguata al fine diagnostico.
L’approccio alla lesione da bioptizzare dipende dall’esperienza dell’operatore, dalla strumentazione disponibile, dalla localizzazione e dal volume del bersaglio.
In presenza di masse pelviche si può eseguire una puntura percutanea ecoguidata (PPE) transpubica o utilizzare l’accesso transvaginale. Oggi questo è l’approccio più frquentemente impiegato: con l’introduzione delle sonde endocavitarie e l’utilizzo del dispositivo di agoguida, l’esecuzione del prelievo risulta semplice e ben tollerata dalla paziente.
La via transrettale e quella transvescicale sono state quasi del tutto abbandonate, anche se nella nostra esperienza le riteniamo ancora valide per alcune dislocazioni alquanto alte delle gonadi e di alcune masse pelviche.
Per l’approccio sovrapubico, si utilizzeranno sonde convex o microconvex da 3,75 MHz; per l’approccio intracavitario (endovaginale, endorettale), si adopereranno sonde dedicate microconvex per insonazione endorettale o endovaginale.
La scelta degli aghi si orienterà su modelli non trancianti di piccolo calibro (25 G), per limitare l’eventuale disseminazione neoplastica peritoneale.
Il prelievo con sonda endorettale o endovaginale sarà eseguito esclusivamente con dispositivo di guida, mentre il prelievo con approccio sovrapubico, eventualmente anche transvescicale, sarà eseguito con tecnica a mano libera o sonda munita di dispositivo di guida.
Discordanti sono i dati sulla sensibilità e la specificità dell’esame. Secondo alcuni Autori (Belinson, Lynn, Sevin) sia la sensibilità che la specificità sono elevate; secondo altri (Moran, Dordoni), invece, la sensibilità si aggirerebbe tra il 20% ed il 40%, mentre la specificità raggiungerebbe il 100%.
La sensibilità della FNAB ovarica si aggirerebbe intorno al 90%, mentre la specificità raggiungerebbe circa il 95%.
L’esame citologico delle masse ovariche, eseguito con ago di piccolo calibro, ci permette di diagnosticare cisti endometriosiche, cistomi siero-mucinosi, teratomi, nonché patologie eteroplasiche (carcinomi).
Tale esame, quando condotto sul liquido peritoneale, fornisce svariate informazioni cliniche e citologiche utili soprattutto allo staging delle neoplasie del distretto addominale e pelvico.
Un alterato aspetto macroscopico può essere espressione di infiammazione (acuta o cronica). In questo caso, l’esame colturale completa la biopsia.
In caso di aspetto ematico del liquido peritoneale, si può facilmente diagnosticare un emoperitoneo.
Per quanto riguarda la ricerca di cellule neoplastiche del liquido peritoneale, non esistono studi che forniscano dati certi. Per tale motivo, l’esame va praticato in casi selezionati.
Il limite dell’indagine è rappresentato dalla difficoltà di accertare con sicurezza la malignità delle lesioni bioptizzate. Pertanto, la diagnosi di certezza si ottiene soltanto mediante esame istologico.