Paratiroidi ed altre ghiandole salivari maggiori

La parotide è la ghiandola salivare più voluminosa, posta subito al di sotto del meato acustico esterno, delimitata dal piano cutaneo, l’articolazione temporomandibolare ed il muscolo massetere. Avulsa dal corpo principale, tra l’arco dell’osso zigomtico in alto ed il dotto ghiandolare principale in basso, si reperta la porzione accessoria. La ghiandola si estende dietro la branca ascendente della mandibola, il muscolo sternocleidomastoideo ed il ventre posteriore del muscolo digastrico. Medialmente, prende rapporti con la loggia parafaringea tra il margine posteriore della mandibola ed il muscolo pterigoideo.
Le altre ghiandole salivari maggiori sono le sottomandibolari e sottolinguali.
Le principali patologie delle ghiandoli salivari possono essere così distinte:
- ipertrofia semplice;

- scialoadenite
acuta
suppurativa (parotite epidemica)
specifica (TBC, Lue, Actinomicosi);

- pneumatocele salivare;

- malattia di Mikulicz;

- litiasi

- cisti salivare e mucocele

- tumori benigni
adenoma pleomorfo (tumore misto) ;
adenolinfoma o tumore di Whartin;
adenoma monomorfo nelle sue varianti;
adenomioepitelioma papilloma duttale;
papilloma duttale invertito;
sialoadenoma papillifero.

- tumori maligni
carcinoma mucoepidermoide
adenocarcinoma NAS
adenocarcinoma a cellule aciniche
carcinoma adenoideo-cistico o cilindroma
adenocarcinoma polimorfo di basso grado tumore misto maligno;
adenocarcinoma a cellule basali;
carcinoma epi-mioepiteliale;
carcinoma oncocitario;
carcinoma a cellule squamose (epidermoide)
carcinoma indifferenziato a piccole e grandi cellule;
mioepitelioma maligno;
carcinoma dei dotti salivari;
carcinoma intraduttale;
carcinoma sebaceo;
cistoadenocarcinoma;
carcinoma a cellule chiare;
carcinoma ialinizzante a cellule chiare;
sialoblastoma.
(WHO, seconda edizione modificata).

Inoltre, ricordiamo il linfoma non Hodgkin, l’emangioma, il lipoma e le metastasi.

L’ecografia riveste un ruolo fondamentale nella diagnosi delle patologie benigne e quelle con sospetto di malignità delle ghiandole salivari maggiori. In considerazione della grande varietà di patologie neoplastiche delle ghiandole salivari, si è reso necessario affiancare all’ecografia la diagnostica citologica (FNAB) ecoguidata. Tale metodica ha un’alta specificità e sensibilità sul riconoscimento e classificazione di patologie neoplastiche, nonché sull’identificazione di patologie infiammatorie, della ghiandola parotide e delle ghiandole salivari maggiori.
L’esame viene praticato in regime ambulatoriale e non è richiesta anestesia locale.
Il paziente deve essere informato, in modo dettagliato, sulla modalità di esecuzione, sui vantaggi diagnostici e sui rischi della procedura. E’ buona norma richiedere, anche per queste semplici procedure, il consenso informato del paziente.
Non è richiesto il digiuno, non sono necessari controlli clinici e non vi è bisogno di degenza .
Prima di procedere al prelievo, si disinfetta il campo con alcool iodato o con sali di ammonio quaternario. Si utilizzano queste sostanze disinfettanti anche come accoppianti.
Si richiede una partecipazione attiva del paziente, per ottimizzare i risultati nell’esecuzione del prelievo. In posizione supina, lo si invita a lateralizzare il capo od eventualmente ad iperestendere il collo ed a mantenere questa posizione stabile durante tutta la durata della procedura.
Il prelievo potrà essere eseguito con tecnica a mano libera o avvalendosi dell’ausilio di un dispositivo di guida per l’ago.
La tecnica a mano libera prevede l’uso di sonde per strutture superficiali da 7,5-10 MHz, preferibilmente small part prive di dispositivo di guida, ed aghi per citologia tipo Chiba da 23-25 G
Appoggiato il trasduttore (preventivamente disinfettato o imbustato in bag sterile) sulla cute in corrispondenza della loggia parotidea , si procede al prelievo, avendo cura di visualizzare il bersaglio ed allineare la penetrazione dell’ago con esso.
Per determinare il corretto tragitto che dovrà compiere l’ago, con l’involucro sterile dello stesso si eserciterà una lieve pressione sulla cute del paziente al margine della sonda. Questa manovra indicherà sul monitor, con un’ombra acustica, il preciso punto di inserzione e di allineamento dell’ago con il bersaglio.
Penetrati quindi con l’ago e visualizzata la sua punta nella lesione, con lievi movimenti di “va e vieni”, per capillarità o per aspirazione, si otterrà un prelievo citologico soddisfacente. La tecnica con dispositivi di guida, invece, si pratica applicando alla stessa sonda utilizzabile per il prelievo a mano libera (ricoperta di gel ed inserita in una “bag”sterile) , un sistema di guida per aghi anch’esso sterile.
La traiettoria dell’ago ( tipo Chiba 23-25 G) è riprodotta elettronicamente sullo schermo (marker) e il trasduttore con il sistema di guida deve essere posizionato in modo tale che il marker elettronico rappresentato sul monitor attraversi il centro della lesione per consentire una precisa introduzione dell’ago.
Il materiale prelevato con ago di piccolo calibro, va recuperato e depositato su un vetrino secondo i protocolli e le procedura già descritti nei precedenti paragrafi.
L’esame citologico effettuato sulle ghiandole salivari ha una sensibilità variabile tra il 92% ed il 98% e una specificità dell’84- 87% nel riconoscere forme neoplastiche maligne.

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